lunedì 7 gennaio 2019

Artisti che amano gli animali


E’ fatta! Ho trovato la quadratura del cerchio! La Teoria del Tutto.
La mia vita è sempre stata segnata da due grandi passioni: la musica e gli animali. Ogni volta che ho potuto, queste due passioni le ho fatte incontrare, organizzando eventi musicali benefit per gli animali, o anche essendo coerente nel rifiutare qualsiasi proposta che contrastasse in qualche modo con il benessere animale.
Ma in una gelida mattina di dicembre ho avuto l’illuminazione. E come spesso succede, la folgorazione è avvenuta sotto la doccia. Era così semplice!
Unire tutti gli artisti che amano gli animali per diffondere un messaggio antispecista che raggiunga più persone possibile. Ecco l’idea.
Appena uscita dalla doccia, ancora grondante d’acqua, ho subito telefonato ai miei compagni di avventura del LabGraal. I quali si sono mostrati subito entusiasti: “idea carina…”, “non male…”, “massì, perché no, si può provare…”
Mi sono messa a fare salti di gioia perché, conoscendoli, sapevo che questo era il massimo che potessi aspettarmi da loro.
E così l’idea ha preso forma. Il progetto si chiama “Artists United for Animals”.
La mia dose di gratificazione comunque l’ho avuta quasi subito, poiché a due giorni dalla fatidica doccia è uscito un articolo su La Repubblica a firma Gabriella Crema che ha paragonato l’impresa al super gruppo Band Aid creato da Bob Geldof 34 anni fa. (Gabriella, condivido il tuo Think Big!)
Volutamente il nome è in inglese, perché, a proposito di Think Big, vogliamo lanciare l’idea a livello internazionale e coinvolgere il maggior numero di artisti di tutto il mondo. Abbiamo intenzione di rivolgerci a tutte le arti, dalla musica al mondo del cinema, dalla pittura alla fotografia, dalla letteratura alla poesia. Qualsiasi forma d’arte è gradita. Unici requisiti: amare gli animali ed essere antispecisti, e non sempre le due cose vanno a braccetto. E’ sempre più numeroso il popolo degli amanti degli animali, ma siamo sicuri di dar loro parità? Di rispettarli nelle loro peculiari culture, di non imporre loro la nostra mentalità, i nostri ritmi, le nostre esigenze? E’ un discorso difficile, un problema che io stessa mi pongo ogni giorno. Ma se si vuole davvero dare dignità ai nostri fratelli diversi, è un problema da affrontare.
Ritengo che gli artisti abbiano una grande responsabilità: quella di avere la possibilità di diffondere dei messaggi a un vasto pubblico. Ecco perchè l’intenzione è fare in modo che questa possibilità sia usata per un atto di giustizia, un contributo per una sollevazione delle coscienze verso il problema delle altre specie, abusate e usate in tutti i modi possibili dal genere umano.
L’iniziativa è nata dal nostro gruppo LabGraal, ma vogliamo radunare intorno a noi tutti coloro che sentono “visceralmente” come noi il problema della sofferenza degli animali. Un problema che non può lasciare indifferenti e che non è accettabile. Vogliamo fare qualcosa per i nostri fratelli diversi, e intendiamo usare la nostra arte per uno scopo nobile.
Il progetto è subito piaciuto a molti degli artisti che conosco, e lanciando la proposta su Facebook moltissimi mi stanno contattanto da tutta Italia per aderire.
In men che non si dica, abbiamo un nome, un logo, un manifesto, un sito web e uno statuto. Segno che l'idea "doveva" per forza andare avanti.
Come se ci fosse una trama già scritta, il nuovo anno ci ha portato una sorpresona: Stefano Milla, il “nostro” regista che ci ha diretti nel film Shan dove i protagonisti eravamo noi, i cinque membri del LabGraal, è piombato direttamente da Los Angeles alla nostra festa di Capodanno. L’anno è quindi iniziato con la “benedizione” del progetto da parte di una persona a noi molto cara, che ha promesso di darci una mano oltreoceano.
Ho la sensazione che questa iniziativa possa crescere e ingrandirsi più di quanto non immaginiamo. Le idee non mancano, ad esempio quella di fare un grande concerto invitando artisti di fama internazionale. E sono certa che Stefano, dall’altra parte del mondo, ci procurerà qualche testimonial d’eccezione.
Ma tutto quello che faremo, tutte le idee, le iniziative, gli eventi, dovranno avere un unico scopo: quello di sollevare le coscienze e fare in modo che più persone possibili si rendano conto dell’abiettitudine con cui vengono trattati gli animali sul pianeta. Non dovrà esserci egocentrismo nelle nostre performances, bensì solo ed esclusivamente la consapevolezza di realizzarle con l’obiettivo di diffondere un messaggio di rispetto e dignità per gli animali.
Sono convinta che questa idea nasca da loro, gli animali che hanno guidato la mia vita. Ed è un grande regalo, poiché sono certa che lottare per gli animali significhi lottare per un mondo migliore per tutti. La logica che porta ad usare gli animali nei modi più abominevoli denuncia il vero volto della società, una logica di cui tutti siamo vittime inconsapevoli. Vittime di una società che ci impone il consumo di prodotti animali e la sperimentazione su questi stessi per opportunismo e ignoranza a favore dell'arricchimento di pochi, che ci spinge a una produttività sfrenata oltre i reali bisogni, che ci impedisce di essere liberi e di sviluppare la nostra creatività nel contatto con il silenzio interiore.
Aiutare gli animali significa impostare i valori di una futura società più giusta e armonica dove non vi siano discriminazioni speciste e in cui tutti possano godere di valori improntati alla fratellanza e all’armonia. Una rivoluzione.
La prima riunione dei fondatori si è conclusa con una frase storica di Giancarlo che, nella sua veste di poeta, ha pronunciato queste parole emblematiche: “Siamo come degli avventurieri, liberi pensatori che camminano sulle ossa del tempo per portare la civiltà su questo pianeta”.
 
Chi vorrà unirsi a noi sarà il benvenuto!

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